Cosa sono i prodotti tipici.
In genere con questa
locuzione si intendono prodotti derivanti direttamente dalla terra e dagli
animali come materia prima oppure prodotti derivanti dalla trasformazione delle
materie prime e annoverati genericamente nel settore agro-alimentare. Tra questi
si tende a far rientrare anche prodotti artigianali realizzati con materie prime
derivanti dal settore primario (oggettistica in legno, tessuti, ecc.) e, per
estensione, prodotti dell’artigianato in genere (ferro battuto, oreficeria,
ceramica, ecc.). Cioè, si tende a far rientrare sotto un’unica denominazione,
tutto ciò che costituisce risorsa vendibile connotata sotto un certo modo.
Ciò che connota questo tipo di beni e risorse è la loro produzione in loco con metodi rispettosi dell’ambiente, della salute dei lavoratori dediti alla loro produzione e della salute dei consumatori e che, in genere, si fanno risalire alla produzione tradizionale, opposta a quella cosiddetta convenzionale, derivante dai processi tecnologici introdotti in agricoltura, più o meno, negli ultimi 50 anni. Si tratta, quindi, di prodotti di qualità ottenuti con tecniche produttive tradizionali.
La produzione presente sul Gargano
I prodotti che è possibile rinvenire, e quindi commercializzare, in quantità apprezzabile per organizzare vendite di un certo respiro e in forme (confezioni) e pezzature adeguate sono i seguenti: olio, vino, conserve (sottoli e marmellate), formaggi, liquori, prodotti da forno.
Vi sono alcuni presidi di qualità, quali quelli catalogati da Slow Food, ma non sempre è possibili trovarli.
Riguardo alla produzione artigianale, la tradizione ha tramandato una lunga serie di prodotti. Tuttavia, essa, al di là di qualche caso particolare (tessuti di Carpino) non sembra tale da alimentare un commercio organizzato. Anzi, si deve sottolineare il fatto che spesso si assiste alla proposta di oggettistica di scarsa qualità che nulla ha a che fare con la tradizione artigiana locale. Si tratta, per dirla in altri termini, per lo più di “cineserie” di qualità bassa vendute a prezzi altrettanto bassi.
I circuiti di vendita presenti
I prodotti tipici sono venduti direttamente presso le aziende che li producono. In generale, ogni azienda vende i suoi prodotti. Si assiste talora, presso lo spaccio aziendale, anche alla esposizione di prodotti di altri produttori, ma l’impressione generale è che ognuno pensa alla “sua” situazione con il risultato che si ha una realtà commerciale molto frammentata.
C’è qualche circuito, come quello rappresentato da alcune aziende agrituristiche associate, dove è possibile trovare prodotti tipici. E’ però singolare, per non dire deprimente, constatare che, accanto alle produzioni aziendali (per esempio formaggi, biscotti, ecc.), si assiste alla vendita di prodotti (esempio sottoli) non della zona, il che è il male minore, ma soprattutto alla vendita di prodotti industriali, con utilizzo di olio di semi e “olio di oliva” e conservanti vari, spacciati per prodotti tipici.
La cosa più preoccupante di questo fatto è che esso dà la percezione macroscopica di quanto ancora resta da fare e quanto ancora sia distante l’idea di trovare, andando in una qualsiasi parte del Gargano, prodotti tipici veri, corredati di materiali informativi adeguati e proposti in forme ed ambienti adeguati.
Mancano del tutto centri di commercializzazione mirati.
Maggiore affidabilità danno le aziende che fanno parte di un consorzio dedito alle produzioni biologiche.
Approvvigionamento dei prodotti
Le aziende dedite alla produzione di prodotti tipici non sono molte. Non sempre sono disponibili in tempi brevi i prodotti che l’azienda è in grado di realizzare; non sempre è possibile trovare in azienda qualcuno in grado di fornire il prodotto; le perdite di tempo da parte di chi vuole approvvigionarsi sono notevoli; la diffidenza nei confronti di chi si avvicina con l’intenzione di voler entrare nel loro mondo è manifestata in modo inconsapevole, forse, ma evidente. Pare che ognuno abbia il timore che venga rivelato il “segreto di Stato”.
In linea generale, si percepisce un sistema produttivo poco strutturato, difficilmente in grado di soddisfare anche la domanda di un semplice negozio che voglia dedicarsi a questo tipo di commercio. La strada da percorrere, per arrivare a un quadro di riferimento soddisfacente per tutti (produttori, commercianti, acquirenti) è ancora tanta.
Produttori o commercianti
I produttori che realizzano i prodotti tipici devono decidersi su cosa vogliono fare. Ognuno di loro pensa di realizzare tutte le fasi della filiera: produzione, trasformazione, promozione, commercializzazione senza averne la professionalità e i mezzi sufficienti. Finiscono col non svolgere bene nessuna di queste fasi. Molte volte, a dir la verità, non si tratta di una scelta voluta, ma di una pura necessità imposta dalle circostanze e dalle piccole dimensioni del comparto.
E’ singolare, comunque, notare qualche fatto che qui si riporta come esempio: l’offerta di prodotti ad acquirenti al minuto e a commercianti allo stesso prezzo o con differenze ridicole, sull’ordine del 10-20 %. Ne deriva che, se qualcuno vuole organizzare una commercializzazione dei prodotti, si trova come concorrente imbattibile il suo fornitore in quanto, con i margini proposti, non riesce nemmeno a coprire le spese. In questo modo non ci sarà crescita per nessuno: il produttore non riuscirà mai a decidersi se pensare a produrre, a organizzare le fiere, a vendere al minuto. Meno che mai avrà tempo di impostare un commercio on-line in quanto non riuscirà neanche a leggere la posta. Un commerciante non prenderà mai seriamente in considerazione la possibilità di stabilire accordi duraturi e convenienti per entrambi.












